Il Museo di Capodimonte

La reggia di Capodimonte viene realizzata per Carlo di Borbone, a partire dal 1738, su progetto di Antonio Medrano, in una vasta area verde, affacciata sul panorama impagabile del golfo e della città, tra il Vesuvio, San Martino e Posillipo. La decisione di costruire una nuova residenza di corte nella zona collinare a nord della città fa coincidere l’intensa passione del Re per la caccia con l’esigenza oggettiva di un’adeguata collocazione al formidabile patrimonio artistico ereditato dalla madre Elisabetta Farnese, ultima discendente di una delle famiglie di maggior prestigio del Rinascimento italiano.

Museo di Capodimonte

Il museo è strutturato su tre piani: il primo piano, oltre all’Appartamento Reale, in cui è situato il prezioso Salottino di porcellana della regina Maria Amalia, ospita la collezione Farnese, composta da oggetti d’arte di pregevole manifattura e dipinti di celebri maestri, come Masaccio, Raffaello, Tiziano, Parmigianino, Carracci, Guido Reni. Il secondo piano è dedicato alla produzione figurativa nel e per il Meridione d’Italia, una sorta di “Galleria Napoletana” dalla fine del Duecento al Settecento, costituitasi a seguito delle soppressioni monastiche di età borbonica, di acquisizioni e donazioni di collezionisti privati con opere di Simone Martini, Colantonio, Caravaggio, Ribera e Giordano. Negli ambienti del terzo piano trovano collocazione una selezione significativa della produzione ottocentesca e la raccolta di arte contemporanea formata attraverso l’attività espositiva di artisti di fama internazionale che si sono confrontati con gli spazi di Capodimonte.

Dal cortile sud della reggia, dallo spettacolare scalone esagonale neoclassico, si accede, poi, sia allo straordinario patrimonio grafico del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, sia all’ Ottocento privato, negli spazi in origine abitati dai Borbone e successivamente dai Savoia, con una sistemazione espositiva che intende recuperare il fascino romantico ottocentesco.

Notizie eventi:

LUX IN TENEBRIS

* 6 dicembre 2013
Paleocontemporanea ha promosso percorsi serali alle Catacombe di Napoli. L’arte ha illuminato le notti della rassegna. In particolare, uno dei siti museali più suggestivi di Napoli: le Catacombe di San Gennaro.

GIOVANI TALENTI DI PALEOCONTEMPORANEA

* 12 dicembre 2013
Dopo l’apertura della rassegna di video arte curata da Marcella Ferro, nel bellissimo Auditorium dell’Osservatorio Astronomico si è inaugurata la mostra dei giovani talenti per il concorso Paleocontemporanea 2013. Da giovedì 12 dicembre alle ore 12:30, i dieci finalisti in gara hanno esposto al pubblico le loro opere. Il premio di 3000,00 Euro è stato assegnato a Simone Frattini. La consegna è avvenuta al Museo Madre nella serata dedicata alla presentazione del catalogo della mostra.

EDIZIONE 2013

Per la sua prima edizione, Paleocontemporanea ha trattato il tema: "Elementi di trascendenza nell’arte dall’antichità al presente".

UNA MOSTRA ALL'OSSERVATORIO

L’Osservatorio Astronomico di Capodimonte ha ospitato la mostra dedicata ai giovani artisti. Dieci opere scelte sono state esposte all’interno della sede che ha offerto alla pubblica ammirazione straordinari strumenti astronomici e preziosi volumi antichi.

CONCORSO GIOVANI

Paleocontemporanea favorisce i giovani talenti ai quali dedica un concorso. Il premio “Paleocontemporanea 2013 - Fondazione San Gennaro” è stato assegnato da un autorevole comitato scientifico al giovane artista Simone Frattini, scelto tra dieci finalisti che hanno esposto all’interno della rassegna.

SALA BORGIA

Il Museo di Capodimonte ha integrato alla mostra la prestigiosa Sala Borgia con oggetti ed opere d’arte ispirate al Cristianesimo, utilizzate da missionari e raccolte pazientemente, negli anni, da Stefano Borgia, nominato Prefetto della Congregazione De Propaganda Fide nel 1802.